In viaggio sui binari: dal Bernina Express al Tibet, le linee ferroviarie più spettacolari al mondo

Ci sono linee ferroviarie che servono a raggiungere una destinazione e altre che diventano esse stesse parte del viaggio. Dall’Orient Express al Trenino del Bernina e al Glacier Express sulle Alpi, dai fiordi della Norvegia alle Montagne Rocciose fino all’altopiano tibetano, alcune linee ferroviarie sono diventate icone mondiali grazie ai paesaggi attraversati e alle straordinarie sfide ingegneristiche affrontate per realizzarle.

Una storia che continua oggi con le moderne linee ad alta velocità, capaci di superare montagne e distanze ridisegnando la mobilità del futuro.

Dall’Orient Express fino all’alta velocità che collega le città d’arte italiane, Roma, Firenze, Venezia, e disegna il percorso ideale di milioni di turisti; dal Bernina Express alle ferrovie australiane riconosciute patrimonio dell’Unesco, il treno è un mezzo che va oltre la mobilità e interpreta il senso antico del viaggio stesso.

Durante le vacanze, mentre aeroporti e autostrade registrano i flussi più intensi dell’anno, molti viaggiatori scelgono itinerari nei quali la destinazione conta quasi quanto il percorso. Alcune linee ferroviarie attraversano montagne, ghiacciai, canyon e foreste. Altre sono entrate nella storia per l’eleganza delle carrozze e la qualità dell’esperienza a bordo.

Nessuno ha contribuito a costruire questo immaginario quanto l’Orient Express. Il primo viaggio partì da Parigi il 4 ottobre 1883 diretto a Costantinopoli, l’attuale Istanbul. Il collegamento attraversava l’Europa in meno di 76 ore, offrendo un livello di comfort allora sconosciuto sulle lunghe distanze: carrozze letto, servizio di ristorazione, ambienti nobiliari e assistenza dedicata ai passeggeri.

L’Orient Express divenne presto molto più di un servizio ferroviario. Diplomatici, aristocratici, artisti e uomini d’affari lo trasformarono in uno dei luoghi simbolo della società europea tra Ottocento e Novecento. La letteratura e il cinema completarono l’opera, soprattutto dopo la pubblicazione, nel 1934, del romanzo di Agatha Christie “Assassinio sull’Orient Express”.

La ferrovia originaria non esiste più come collegamento continuo, ma il suo nome continua a rappresentare un modo di viaggiare nel quale il tempo trascorso a bordo è parte essenziale dell’esperienza.

Dal Bernina Express alla Norvegia: dove l’ingegneria incontra montagne, ghiacciai e fiordi

Se l’Orient Express ha creato il mito del viaggio ferroviario, il Bernina Express mostra fin dove può arrivare l’ingegneria quando incontra la montagna. Il percorso attraversa le Alpi svizzere per raggiungere Tirano, in Valtellina, passando dai ghiacciai dell’Engadina a un paesaggio quasi mediterraneo.

La ferrovia è caratterizzata da 196 ponti e attraversa 55 gallerie e raggiunge i 2.253 metri d’altitudine dell’Ospizio Bernina. Non utilizza la cremagliera, ma affronta le forti pendenze mediante tornanti ferroviari, viadotti e gallerie elicoidali.

Tra le infrastrutture più riconoscibili del Bernina Express vi sono il viadotto Landwasser, alto 65 metri, e quello circolare di Brusio, costruito per consentire alla linea di guadagnare quota in uno spazio limitato. Dal 2008 le ferrovie dell’Albula e del Bernina sono inserite nella lista dei beni patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Sempre in Svizzera, il Glacier Express collega Zermatt a St. Moritz attraversando il cuore delle Alpi. Il viaggio dura circa otto ore per coprire 291 chilometri, con una velocità media di appena 42 chilometri orari.

Lungo il percorso il convoglio supera 291 ponti e attraversa 91 gallerie, passando ai piedi del Cervino e salendo fino ai 2.033 metri del Passo dell’Oberalp. La lentezza del Glacier Express, in questo caso, non rappresenta un limite, ma è la caratteristica principale del servizio.

Più a nord, la Flåm Railway in Norvegia percorre appena venti chilometri, ma affronta uno dei maggiori dislivelli tra le ferrovie europee ad aderenza naturale. Parte dal villaggio di Flåm, sul livello del fiordo, e raggiunge la stazione di Myrdal, a 867 metri di quota. La ferrovia attraversa venti gallerie e, per gran parte del tracciato, presenta una pendenza del 5,5%.

Durante il viaggio il treno costeggia pareti rocciose, corsi d’acqua e cascate, fermandosi nei pressi della Kjosfossen per permettere ai passeggeri di scendere e osservare il salto d’acqua.

Dai fiordi alle Montagne Rocciose canadesi, il Rocky Mountaineer propone un modo diverso di trasformare il treno in una destinazione. I suoi itinerari collegano Vancouver a Banff e Jasper attraversando canyon, foreste e passi montani.

I convogli viaggiano soltanto nelle ore di luce, mentre la notte i passeggeri soggiornano in albergo: una scelta studiata per evitare che una parte del paesaggio scompaia nel buio. Le carrozze panoramiche hanno grandi cupole trasparenti e, nella configurazione a due livelli, anche una piattaforma esterna per osservare il percorso.

Dall’Australia alla Nuova Zelanda, vivere il viaggio a bordo di un treno

Nel 2026 la Kuranda Scenic Railway, nel Queensland in Australia, ha celebrato i 135 anni dal primo servizio passeggeri. La linea fu aperta il 25 giugno 1891 per collegare Cairns con il villaggio di Kuranda, attraversando quella che oggi è la foresta tropicale dei Wet Tropics, riconosciuta dall’UNESCO.

Il percorso misura 37 chilometri e sale dal livello del mare fino a 327 metri, attraversando quindici gallerie scavate a mano e decine di ponti. La ferrovia costeggia la gola del fiume Barron e passa accanto a cascate e pareti ricoperte dalla vegetazione tropicale. Costruita con attrezzature molto lontane da quelle disponibili oggi, rappresenta ancora una delle principali attrazioni turistiche del Queensland settentrionale.

Anche la Nuova Zelanda ha trasformato un collegamento transalpino in un’esperienza di viaggio. Il TranzAlpine percorre i 223 chilometri tra Christchurch e Greymouth in poco meno di cinque ore, attraversando l’Isola del Sud dalla costa del Pacifico a quella del Mare di Tasmania. Il treno supera le pianure di Canterbury, segue il corso del fiume Waimakariri ed entra nelle Alpi meridionali attraverso quindici gallerie e quattro grandi viadotti.

Lo Staircase Viaduct raggiunge i 73 metri di altezza, mentre una carrozza scoperta permette di osservare il paesaggio senza il filtro dei finestrini.

Da Tibet e Cina alle sfide di oggi: i viaggi dei treni ad alta velocità sotto le Alpi italiane e tra le città d’arte

Il viaggio più estremo si trova però sull’altopiano del Tibet.

La Qinghai-Tibet Railway collega Xining a Lhasa lungo un percorso di 1.956 chilometri. Aperta integralmente al traffico nel 2006, la ferrovia raggiunge al passo di Tanggula i 5.072 metri sul livello del mare, il punto ferroviario più alto del mondo, mentre circa 960 chilometri del percorso corrono al di sopra dei 4.000 metri.

La costruzione della Qinghai-Tibet Railway ha richiesto soluzioni specifiche per affrontare il terreno permanentemente gelato, le forti escursioni termiche e la scarsità di ossigeno. Anche i convogli sono dotati di sistemi di pressurizzazione e distribuzione supplementare di ossigeno.

La ferrovia non è soltanto un itinerario panoramico, ma il primo collegamento su rotaia tra il Tibet e il resto della rete della Cina.

Queste linee furono costruite in epoche diverse e con finalità differenti. Alcune nacquero per collegare comunità isolate, altre per favorire gli scambi commerciali o superare barriere naturali. Il turismo arrivò spesso in un secondo momento, quando il percorso e le infrastrutture necessarie per realizzarlo divennero attrazioni in sé.

La stessa sfida continua oggi nella costruzione delle nuove linee ferroviarie, anche se agli obiettivi di collegamento si aggiungono alta velocità, portata dei treni e riduzione delle emissioni.

Con oltre 13.686 chilometri di ferrovie realizzati nel mondo, il Gruppo Webuild è oggi impegnato in progetti come il Tunnel di Base del Brennero, il Terzo Valico dei Giovi, l’alta velocità Torino-Lione attraverso le Alpi francesi, le linee ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari e Verona-Padova e il potenziamento del collegamento Palermo-Catania-Messina.

Ed è lo stesso Gruppo Webuild ad aver realizzato negli anni molte delle linee dell’alta velocità ferroviaria italiana che oggi collegano velocemente le più importanti città del Paese. Roma, Firenze, Bologna, Venezia, tutte raggiungibili in un tempo brevissimo da milioni di persone che ogni anno scelgono il treno proprio per vivere l’esperienza unica di visitare uno di questi luoghi.

E così dall’Orient Express alle ferrovie alpine, dai fiordi della Norvegia all’altopiano del Tibet, il principio non cambia: con il treno si può raggiungere un luogo, ma in alcuni casi è proprio ciò che si può ammirare dal treno a determinare la scelta del viaggio.