Yankee Stadium: l’ultima preghiera nella “cattedrale dello sport”

VECCHIO E NUOVO YANKEE STADIUM, DUE ICONE DI UNA NEW YORK INNAMORATA DELLO SPORT

New York, la nuova vita dello Yankee Stadium

Se un campione dello sport può legare la sua immagine a quella di un’opera infrastrutturale, questo è sicuramente Babe Ruth. Il 18 aprile del 1923, giorno di inaugurazione dello Yankee Stadium, il campione del baseball mise la sua firma sul primo fuoricampo. Quel giorno i New York Yankees vinsero la partita contro i Boston Red Sox, e quell’anno – il primo per lo stadio – conquistarono la World Series (il campionato del baseball americano).

Da allora il loro destino sarebbe rimasto intrecciato a quello di un’opera divenuta ben presto un simbolo non solo per il Bronx, il quartiere popolare nell’area Nord di New York City, ma per la città intera. La “cattedrale dello sport” (come veniva chiamato il vecchio stadio) non è stata infatti solo la casa dei New York Yankees. Al suo interno hanno incrociato i guantoni alcuni dei più grandi pugili di sempre, da Muhammad Alì a Max Baer, da Sugar Ray Robinson a Joe Louis, hanno celebrato messa tre pontefici (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI) e sono stati organizzati alcuni concerti rimasti nella storia. Partita dopo partita, evento dopo evento, lo stadio è divenuto un’icona, amato dai newyorkesi e visitato dai turisti; una grande opera infrastrutturale che ha prestato servizio alla città fino al 21 settembre del 2008, quando i suoi cancelli sono stati chiusi definitivamente prima di dare il via alla demolizione.

L’idea di realizzare uno stadio nel Bronx venne ai due proprietari degli Yankees, Tillinghast L’Hommedieu Huston e Jacob Ruppert, convinti che, nonostante a New York ci fossero già due squadre molto forti (i New York Giants e i Brooklyn Dodgers), rimanesse uno spazio libero anche per gli Yankees. Fu così che decisero di investire 2,5 milioni di dollari per costruire uno stadio da 60mila posti. I lavori iniziarono il 5 maggio del 1922 e circa 11 mesi dopo la struttura venne aperta al pubblico. Quando nel 2008 lo Stadium chiuse i battenti aveva ospitato 6.581 partite ufficiali dei New York Yankees, ma la sua chiusura sarebbe stata solo temporanea perché a pochi metri dal simbolo di New York ne sarebbe sorto un altro, più moderno e tecnologico.

 

Yankee Stadium: l’ultima preghiera nella “cattedrale dello sport”
 

Il nuovo stadio

Gli Yankees hanno iniziato la costruzione del nuovo stadio nel 2006, due anni prima la demolizione del vecchio, questo per fare in modo che già nel 2009 la nuova casa della squadra fosse pronta per ospitare i suoi tifosi. Il vecchio stadio era stato già ristrutturato negli anni ’60 e ’70, ma all’inizio degli anni Duemila l’impianto era divenuto troppo vecchio rispetto alle ambizioni di una squadra e di una città come New York City. La costruzione del nuovo stadio è stata un’opera grandiosa, durata circa tre anni e costata 1,6 miliardi di dollari. La cifra è stata interamente finanziaria dai New York Yankees mentre un ammontare che si aggira intorno ai 300 milioni di dollari è stato stanziato dalla città di New York per la realizzazione di nuovi collegamenti infrastrutturali e per l’ammodernamento dell’area. Tra le opere portate a termine, ad esempio, la costruzione di una nuova fermata della linea metropolitana che attraversa il Bronx.

Il nuovo impianto occupa una superficie di 1,3 milioni di piedi quadrati, è costruito su quattro livelli e ospita 52.000 spettatori. I numeri – riportati sul sito della Turner Construction (la società costruttrice) – sono importanti per capire la grandezza dell’opera: 7.000 blocchi di acciaio strutturale, 15.000 galloni di vernice; 946 miglia di cavi elettrici; 20.000 lampadine.

L’aspetto esteriore è stato studiato tanto nei materiali, quanto nella forma, per essere simile a quello del vecchio stadio creando così una continuità con quella che per 80 anni era stata la casa degli Yankees. Tuttavia, a dispetto delle apparenze, il nuovo stadio è un concentrato di modernità architettonica e ingegneristica (gli schermi a LED montati all’interno sono i più grandi mai allestiti in uno stadio da baseball), e dentro la struttura è stato riservato tantissimo spazio per la socialità, gli incontri, l’intrattenimento di vario genere, oltre a delle aree riservate esclusivamente ai bambini. Un’opera tanto innovativa da essere premiata nel 2009 con il titolo di “Project of the Year” assegnato dalla McGraw Hill Publications.

Cimeli all’asta

Il passaggio dal vecchio al nuovo stadio è stato un momento epocale tanto per gli abitanti di New York City quanto per gli appassionati di baseball. A confermarlo, c’è un episodio significativo che accompagna il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo stadio. Per coprire le spese della demolizione del vecchio stadio, costata 11,5 milioni di dollari, gli Yankees hanno incaricato la casa d’aste Steiner Sports di mettere in vendita i cimeli del vecchio impianto. L’asta è iniziata nel maggio del 2009. Così, per 1.499 dollari è stato possibile acquistare un seggiolino; per 150 un mattoncino del Monumentum Park (dove gli Yankees celebravano le vecchie glorie); per 2mila un tornello e per 200 dollari un secchio della spazzatura con il marchio NY. In pochi giorni i prezzi sono schizzati alle stelle, perché in tanti sognavano di portarsi a casa un pezzo di storia.

 

Ri-costruire: nuove icone per vecchi simboli
DAL 1923 LO YANKEE STADIUM È UN SIMBOLO DI NEW YORK CITY, SOSTITUITO NEL 2009 DAL NUOVO STADIO, SIMILE AL PRIMO MA PIÙ MODERNO
LA COSTRUZIONE DEL NUOVO STADIO È COSTATA 1,6 MILIARDI DI DOLLARI FINANZIATI DAI NEW YORK YANKEES

L’AMMINISTRAZIONE CITTADINA HA INVESTITO CIRCA 300 MILIONI DI DOLLARI PER AMMODERNARE LE INFRASTRUTTURE DI COLLEGAMENTO

IL NUOVO STADIO OSPITA 52.000 SPETTATORI E TANTISSIME ATTIVITÀ COMMERCIALI

PER COPRIRE I COSTI DI DEMOLIZIONE SONO STATI MESSI ALL’ASTA ALCUNI CIMELI DEL VECCHIO STADIO

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