Genova sta vivendo una delle più importanti stagioni infrastrutturali della sua storia recente.
Nel mare davanti alla città prende forma una nuova diga foranea destinata a cambiare il ruolo internazionale del suo porto. Sotto l’Appennino avanzano i cantieri del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo di Genova, che avvicineranno la Liguria al Nord Italia e ai grandi corridoi europei.
Grandi opere diverse per dimensioni e funzione, ma parte di una stessa trasformazione che punta a superare i vincoli geografici di un territorio stretto tra mare e montagne, rafforzare le connessioni del porto di Genova, rendere più efficiente la mobilità e costruire nuove opportunità di sviluppo per il capoluogo e per l’intera regione.
Una stagione di grandi opere che non nasce oggi, ma è il capitolo più recente di una storia che ha radici lontane e che da oltre un secolo lega alla Liguria le imprese che oggi fanno parte del Gruppo Webuild, impegnate dal 1910 in poi nella costruzione di infrastrutture strategiche, dalla linea ferroviaria Genova-La Spezia allo storico Viadotto di Recco, dalla ferrovia Genova-Ventimiglia alla metropolitana di Genova, dai collegamenti autostradali agli acquedotti, fino agli ospedali.
Una presenza che ha attraversato epoche diverse, seguendo e spesso anticipando i bisogni di un territorio nel quale ogni nuova connessione rappresenta una conquista di spazio e di accessibilità. Fino ad arrivare alle grandi infrastrutture di oggi, che raccolgono quell’eredità e la proiettano nel futuro.
In questo lungo percorso, Genova è diventata il centro di una nuova stagione di trasformazione infrastrutturale. Una stagione che ha avuto nella costruzione del Ponte Genova San Giorgio uno dei suoi simboli più importanti e che oggi continua nei cantieri della nuova Diga Foranea e del Terzo Valico dei Giovi.
Dopo il Ponte Morandi: Ponte Genova San Giorgio, il simbolo di una città che riparte
Il 3 agosto del 2020 Genova inaugurava il suo nuovo ponte. A poco più di un anno dall’avvio dei lavori, il Ponte Genova San Giorgio restituiva alla città e al Paese uno snodo essenziale lungo uno dei principali assi di collegamento del Nord-Ovest italiano, segnando la rinascita dopo il crollo del Ponte Morandi.
Realizzato da Webuild e Fincantieri Infrastructure, riunite nel consorzio PerGenova, il ponte è diventato il simbolo di una straordinaria mobilitazione industriale e di un modello capace di mettere insieme istituzioni, imprese e una vasta filiera produttiva intorno a un obiettivo comune.
Per costruirlo, il cantiere non si è mai fermato. Le attività sono proseguite 24 ore al giorno, sette giorni su sette, anche durante i mesi del lockdown legato alla pandemia. Oltre 1.000 persone hanno lavorato alla realizzazione dell’opera, insieme a una filiera di 330 imprese.
Il Ponte Genova San Giorgio rappresenta infatti uno snodo strategico per i collegamenti con la Francia, con il porto e con le principali direttrici che attraversano la Liguria e allo stesso tempo è un’opera concepita secondo criteri avanzati di sicurezza, durabilità e sostenibilità, che si inserisce nella Val Polcevera e restituisce a Genova un’infrastruttura essenziale per la sua mobilità e per la competitività del suo sistema economico.
Con il Ponte Genova San Giorgio si è aperta una nuova stagione, perché mentre il ponte tornava a unire la città, altri grandi progetti cominciavano a costruire le connessioni di cui Genova avrà bisogno nei prossimi decenni.
Nuova Diga Foranea: una frontiera per il porto di Genova
Una di queste trasformazioni sta avvenendo oggi nel mare davanti a Genova. Webuild è impegnato alla guida del consorzio PerGenova Breakwater nella costruzione della Nuova Diga Foranea, una delle infrastrutture marittime più complesse oggi in via di realizzazione in Europa.
Il progetto nasce per rispondere a una trasformazione che sta cambiando da anni il trasporto marittimo mondiale: l’aumento delle dimensioni delle navi e la necessità per i grandi porti di adeguare infrastrutture, spazi di manovra e accessi.
La nuova diga avrà uno sviluppo complessivo di circa 6 chilometri e sarà realizzata su fondali fino a 50 metri di profondità. Spostando verso il mare la barriera di protezione del porto, consentirà l’ingresso e le manovre in sicurezza di navi lunghe fino a 400 metri, comprese le grandi navi da crociera World Class.
La nuova configurazione ridisegnerà gli spazi del bacino portuale con il canale di Sampierdarena che raggiungerà una larghezza massima di 500 metri, mentre sarà realizzato un nuovo bacino di evoluzione del diametro di 800 metri e un canale di accesso largo 310 metri.
Numeri che restituiscono la scala dell’opera, ma anche la complessità della sua costruzione. Il primo passaggio consiste infatti nella realizzazione, sui fondali marini, di un enorme basamento formato utilizzando circa 9 milioni di tonnellate di materiale roccioso.
Su questa fondazione vengono poi posizionati i giganteschi cassoni cellulari prefabbricati in cemento armato che formeranno la struttura della diga foranea: alcuni raggiungono i 67 metri di lunghezza, 30 di larghezza e oltre 33 di altezza, dimensioni che ne fanno i più grandi mai realizzati in Italia.
Lavorare in mare aperto e a profondità fino a 50 metri ha poi imposto soluzioni ingegneristiche innovative, dalla bonifica bellica dei fondali al loro consolidamento, realizzato anche attraverso colonne in ghiaia, fino a un sistema di monitoraggio geotecnico con trasmissione wireless dei dati. Per la realizzazione delle sovrastrutture è stato inoltre progettato un impianto di betonaggio galleggiante capace di eseguire getti di calcestruzzo offshore superiori a 500 metri cubi al giorno.
Una volta completata, la nuova Diga Foranea offrirà anche una maggiore protezione del bacino del porto di Genova dalle mareggiate e consentirà una più efficiente separazione tra i diversi traffici di merci, passeggeri e diportisti.
Terzo Valico dei Giovi: Genova più vicina all’Europa
Per secoli l’Appennino ha rappresentato insieme una protezione e una barriera per Genova. Superarlo in modo più rapido ed efficiente significa avvicinare il porto alla Pianura Padana, ai grandi centri produttivi del Nord Italia e, da lì, ai mercati europei.
È questa la sfida del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, uno dei più grandi cantieri infrastrutturali oggi attivi in Italia.
La nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità e Alta Capacità tra Genova e Milano si sviluppa per 53 chilometri. Considerando le gallerie a singola e doppia canna e le interconnessioni, il progetto prevede complessivamente circa 90 chilometri di tunnel, dando vita al più esteso sistema ferroviario sotterraneo mai realizzato in Italia.
La nuova infrastruttura è un tassello strategico del Corridoio Reno-Alpi della rete transeuropea TEN-T, uno dei principali assi per il trasporto di persone e merci attraverso il continente. Il suo obiettivo è potenziare i collegamenti tra il sistema portuale ligure, i porti del Tirreno settentrionale, il Nord Italia e il resto d’Europa.
Una funzione che diventa ancora più strategica attraverso l’integrazione con il Nodo ferroviario di Genova. Il sistema collega, infatti, le principali aree portuali commerciali, dal Porto di Prà a Calata Bettolo, con le stazioni e la rete ferroviaria cittadina, per poi proseguire verso l’entroterra e il Nord del Paese.
La Diga Foranea e il Terzo Valico dei Giovi sono così due parti di una stessa strategia: da un lato creare le condizioni perché il porto di Genova possa accogliere le grandi navi del futuro, dall’altro costruire una rete capace di trasferire persone e merci in modo più rapido ed efficiente verso il Nord Italia e l’Europa.
Webuild in Liguria: un secolo di infrastrutture, una nuova stagione di sviluppo
Il Ponte Genova San Giorgio, la nuova Diga Foranea e il Terzo Valico dei Giovi sono le espressioni più visibili della presenza di Webuild nella Liguria di oggi. Tre progetti che, nel tempo, hanno attivato una filiera di migliaia di imprese e generato complessivamente oltre 7.000 posti di lavoro.
Ma il legame del Gruppo con il territorio passa anche dalla presenza stabile di competenze industriali e tecnologiche. A Genova ha infatti il suo quartier generale Fisia Italimpianti, società del Gruppo Webuild con cento anni di esperienza nel settore dell’acqua.
La società è attiva a livello internazionale nella progettazione e realizzazione di impianti di dissalazione e trattamento delle acque, una presenza industriale che si aggiunge alla lunga storia delle opere realizzate sul territorio e contribuisce a fare della Liguria uno dei luoghi nei quali il rapporto tra il Gruppo e lo sviluppo di infrastrutture ha radici più profonde.
Una storia destinata a continuare, perché mentre i cantieri della Diga Foranea e del Terzo Valico avanzano, una nuova grande infrastruttura si prepara a ridisegnare la mobilità di Genova.
Questa volta, passando sotto il suo porto.