Dalla Metro C a Salonicco: grandi opere che convivono con il patrimonio culturale

Dalla Metro C di Roma, che corre accanto al Colosseo e ai Fori Imperiali, alle archeo-stazioni di Salonicco, dalle Stazioni dell'Arte di Napoli alla Metro M4 di Milano, fino al salvataggio dei templi di Abu Simbel: scopri le grandi opere che convivono con il patrimonio culturale, intrecciando ingegneria, arte e archeologia.

Ci sono luoghi in cui la storia è parte integrante del paesaggio: città, monumenti, siti archeologici e opere d’arte riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Luoghi da preservare, ma anche spazi vivi, attraversati ogni giorno da milioni di persone e inseriti in territori che continuano a cambiare.

Qui costruire una nuova infrastruttura significa trovare un equilibrio delicato tra passato e futuro. Metropolitane, ferrovie, ponti e tunnel sotterranei possono migliorare la mobilità e la vita delle città senza compromettere ciò che le rende uniche.

È una sfida che Webuild affronta in diversi luoghi del mondo, contribuendo alla realizzazione di infrastrutture che convivono con alcuni dei patrimoni culturali più preziosi dell’umanità.

1 – Roma – Metro C

A Roma, costruire una nuova metropolitana significa scavare nel cuore di una città che conserva oltre 3.000 anni di storia. La Metro C attraversa il centro storico, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, passando accanto a luoghi come il Colosseo e i Fori Imperiali.

Ma gli scavi archeologici hanno portato alla luce anche una parte di questa storia: sono stati recuperati oltre 500.000 reperti, trasformando alcune stazioni in veri e propri spazi museali.

Realizzata da Webuild, la Metro C rappresenta così un incontro particolare tra mobilità, archeologia e patrimonio culturale. A San Giovanni, Porta Metronia e Colosseo-Fori Imperiali, i reperti emersi durante i lavori sono diventati parte integrante delle stazioni, facendo della metropolitana non solo un’infrastruttura per muoversi nella città, ma anche un nuovo modo per scoprirne la storia.

2 – Metropolitana di Salonicco

A Salonicco, in Grecia, la prima metropolitana della città è diventata anche un viaggio nella sua storia millenaria.

La linea, inaugurata nel 2024, attraversa il centro per circa 10 chilometri con 13 stazioni e ha accompagnato il più grande scavo archeologico mai realizzato in città. Sotto le strade sono emersi numerosi reperti, tra cui i resti del Decumanus Maximus, l’antica strada romana che attraversava Salonicco.

Realizzata da Webuild insieme a Hitachi e Aktor, la metropolitana ha richiesto soluzioni progettuali capaci di preservare i ritrovamenti: alcune stazioni sono state ripensate e quella di Demokratias è stata spostata di 10 metri per proteggere i reperti.

Il risultato è una rete di “archeo-stazioni” dove la mobilità contemporanea convive con oltre duemila anni di storia.

3 – Napoli – Metro / Stazioni dell’Arte

A Napoli, la metropolitana è diventata un museo diffuso nel cuore della città. Le Stazioni dell’Arte della Linea 1 e delle altre linee ospitano circa 200 opere di artisti contemporanei e sono state progettate da architetti di fama internazionale, trasformando luoghi di passaggio quotidiano in spazi dedicati alla cultura.

Tra queste c’è Toledo, realizzata da Webuild e più volte riconosciuta tra le stazioni della metropolitana più belle d’Europa.

Il progetto porta così l’arte contemporanea fuori dai musei e dentro la vita quotidiana della città, mettendo in dialogo architettura, mobilità e territorio. Un modello in cui la metropolitana non è soltanto un’infrastruttura per muoversi, ma diventa essa stessa parte del patrimonio culturale e urbano di Napoli.

4 – Milano – Metro M4

A Milano, anche un collegamento tra due linee della metropolitana può diventare un viaggio nella storia della città.

Alla stazione di Sant’Ambrogio, il nuovo corridoio pedonale che unisce le Metro M4 e M2 permette di attraversare un tratto dell’antico Naviglio San Gerolamo: sotto una pavimentazione in vetro sono visibili 35 metri di un muro medievale, insieme alle strutture legate alla Pusterla di Sant’Ambrogio.

Il percorso, lungo 70 metri, dimezza i tempi di interscambio e trasforma il passaggio quotidiano dei passeggeri in un’occasione per scoprire il passato di Milano.

Realizzato da Webuild, il collegamento è un esempio di come una nuova infrastruttura possa convivere con le tracce della città che esisteva prima di essa. Durante i lavori della Metro M4 sono infatti emersi numerosi reperti e strutture storiche, alcuni dei quali sono stati restaurati e restituiti alla città.

5 – Templi di Abu Simbel

Quando la costruzione della diga di Assuan minacciò di sommergere i templi di Abu Simbel, un’impresa senza precedenti permise di salvarli e consegnarli alle generazioni future.

Costruiti da Ramses II nel XIII secolo a.C., i due templi furono smontati in 1.030 blocchi, trasportati e ricostruiti 65 metri più in alto e 280 metri più all’interno rispetto alla posizione originaria. Impregilo, oggi Webuild, partecipò all’operazione occupandosi dello smontaggio dei templi e della costruzione della collina artificiale che ne sarebbe diventata la nuova dimora.

La ricostruzione mantenne anche l’orientamento originario rispetto al sole e agli astri, dimostrando come l’ingegneria possa intrecciarsi con l’archeologia e intervenire sul patrimonio culturale senza interrompere il legame con il luogo e con la sua storia.