Nel cuore occidentale di Riyadh, lungo la Al Madinah Al Munawarah Road, la nuova Western Station segna il completamento operativo della Orange Line della metropolitana saudita, uno dei progetti di trasporto pubblico più ambiziosi al mondo.
La nuova stazione della metro di Riyadh, aperta al pubblico dalla Royal Commission for Riyadh City il 1° dicembre 2024, conclude il programma delle 22 stazioni realizzate dal Gruppo Webuild lungo la linea e rafforza la metro driverless della capitale, sviluppata su 176 chilometri complessivi.
La Western Station non è soltanto un nodo ferroviario, ma una grande infrastruttura urbana intermodale progettata per integrare diverse forme di mobilità urbana e trasformare il rapporto tra cittadini e spazio pubblico. I suoi 112mila metri quadrati ospitano una stazione metro sopraelevata, un terminal autobus, un parcheggio interrato da oltre 600 posti, aree commerciali, una moschea e una vasta piazza pubblica pensata come luogo di aggregazione urbana.
Metro di Riyadh: la Western Station tra architettura e sostenibilità ambientale
La nuova stazione interpreta il paesaggio saudita attraverso un linguaggio architettonico monumentale ma profondamente legato al territorio. Le coperture e i volumi richiamano il movimento delle dune del deserto, mentre due grandi archi con campate lunghe fino a 115 metri e alte fino a 24 sostengono la struttura principale, lasciando filtrare la luce naturale negli spazi interni e creando zone d’ombra per i percorsi pedonali.
L’intero progetto per la metro di Riyadh è stato sviluppato con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, e infatti la Western Station ha ricevuto la certificazione internazionale LEED Gold, una delle più avanzate in materia di edilizia sostenibile.
Sistemi ad alta efficienza energetica, riduzione dei consumi idrici e utilizzo di energia rinnovabile autoprodotta hanno consentito di limitare l’impatto ambientale già durante le fasi di costruzione.
Webuild e la trasformazione di Riyadh in una smart city
La Orange Line rappresenta uno dei progetti simbolo dell’impegno di Webuild in Arabia Saudita, dove il Gruppo opera dal 1966 e ha già realizzato oltre 90 progetti tra infrastrutture di trasporto pubblico, edifici civili, ospedali e impianti industriali.
A Riyadh il Gruppo ha contribuito in modo decisivo alla trasformazione della città in una metropoli contemporanea. Oltre alla Orange Line, Webuild ha realizzato opere iconiche come il Kingdom Centre, uno dei simboli dello skyline saudita, ed è oggi impegnato nello sviluppo di Diriyah Gate, il gigantesco progetto urbano destinato a ridisegnare l’area storica della capitale.
Più recentemente, il Gruppo si è aggiudicato anche il contratto per l’estensione della Red Line della metro di Riyadh, confermando il proprio ruolo strategico nella crescita urbana del Regno.
La metropolitana di Riyadh nasce come risposta a una delle principali sfide delle grandi città del Golfo Persico: ridurre la dipendenza dall’automobile privata. La capitale dell’Arabia Saudita è cresciuta per decenni attorno a modelli di urbanistica fondati sul traffico stradale, con distanze enormi, temperature estreme e una mobilità urbana fortemente centrata sull’uso dell’auto.
La nuova rete metro driverless vuole invertire questa tendenza, offrendo un sistema integrato capace di favorire il trasporto pubblico e ridurre congestione, emissioni e tempi di percorrenza.
La rivoluzione della mobilità sostenibile in Medio Oriente
La forte spinta alla modernizzazione di Riyadh si inserisce all’interno di una trasformazione molto più ampia che sta coinvolgendo tutta la Penisola Arabica. Negli ultimi anni le monarchie del Golfo Persico hanno avviato programmi infrastrutturali giganteschi per diversificare le economie, migliorare la qualità urbana e affrontare il tema della sostenibilità ambientale.
Dubai è stata la prima città della regione a investire in modo massiccio sul trasporto sostenibile automatizzato: la metropolitana di Dubai è oggi una delle reti metro driverless più estese al mondo. Ora l’emirato punta a una nuova fase di espansione: la Roads and Transport Authority ha infatti annunciato i piani per nuove linee e ulteriori estensioni della rete metropolitana, con l’obiettivo di sostenere la crescita urbana e ridurre ulteriormente il traffico privato.
Anche Abu Dhabi negli Emirati Arabi e Doha in Qatar stanno investendo in sistemi ferroviari urbani e regionali, mentre l’Arabia Saudita accelera sulla realizzazione di grandi corridoi di mobilità integrata previsti dalla strategia Saudi Vision 2030.
Non si tratta soltanto di costruire nuove linee ferroviarie, ma di ridefinire completamente il modello urbano delle città del Golfo Persico: meno dipendenza dall’auto privata, più trasporto pubblico, più connessioni intermodali e nuovi spazi pubblici progettati attorno alla mobilità sostenibile.
Smart city e trasporto pubblico: il motore della nuova economia del Golfo Persico
Dietro questa trasformazione c’è anche una sfida geopolitica ed economica. Le grandi città degli Emirati Arabi e della Penisola Arabica vogliono diventare hub globali sempre più competitivi per attrarre investimenti, turismo internazionale, eventi e nuove industrie tecnologiche. Per farlo, le infrastrutture di trasporto pubblico sono diventate uno strumento strategico.
La nuova metropolitana di Riyadh rappresenta così molto più di un progetto ferroviario: è il simbolo di una regione che sta tentando di ridisegnare il proprio futuro urbano attraverso infrastrutture sostenibili, tecnologia e grandi opere integrate. E l’entrata in funzione della Western Station racconta proprio questo passaggio: dalla città costruita attorno alle autostrade alla nascita di una nuova idea di mobilità urbana nel cuore del deserto.