Sotto le montagne della Valle del Sele, nella provincia di Salerno, c’è un viaggio che avanza senza vedere la luce. È quello delle grandi Tunnel Boring Machine (TBM) impegnate a scavare il percorso della nuova Alta Velocità/Alta Capacità Salerno-Reggio Calabria, una linea ferroviaria destinata a spingere verso il Meridione la rete ferroviaria veloce italiana e a ridisegnare i collegamenti lungo la dorsale tirrenica del Mezzogiorno.
Leucosia, una delle quattro talpe oggi impegnate nello scavo, ha abbattuto nei giorni scorsi l’ultimo diaframma della galleria Serra Lunga, dopo aver scavato per 800 metri sotto i rilievi tra Eboli e Campagna. Adesso la aspettano un viadotto, un nuovo fronte di scavo e altre montagne da attraversare.
Poco più lontano la talpa Mireille ha invece appena iniziato un nuovo viaggio: oltre 2,5 chilometri nella galleria Sicignano, dopo aver già completato la galleria Caterina e percorso circa 400 metri per raggiungere il nuovo fronte.
Leucosia e Mireille sono due delle quattro grandi TBM impegnate sul Lotto 1A Battipaglia-Romagnano e, insieme a Partenope e Ligea, avanzano nel sottosuolo mentre in superficie prendono forma viadotti, gallerie artificiali e infrastrutture ferroviarie.
È un cantiere lungo 35 chilometri, ma soprattutto il primo tassello di un progetto molto più grande: portare l’alta velocità ferroviaria lungo la Calabria e costruire una nuova continuità ferroviaria tra il Mezzogiorno, il resto d’Italia e l’Europa.
Perché la Salerno-Reggio Calabria non è soltanto una nuova ferrovia, ma il tratto di una nuova geografia dei collegamenti del Sud Italia che prende forma insieme all’Alta Velocità Napoli-Bari e alle linee ferroviarie in costruzione sull’asse Palermo-Catania-Messina.
Una rete che punta a superare distanze e discontinuità storiche e a fare dell’Italia Meridionale non più il terminale dell’Alta Velocità italiana, ma una parte del grande Corridoio Scandinavo-Mediterraneo che attraversa l’Europa da Nord a Sud.
Salerno-Reggio Calabria: quattro TBM al lavoro sulla Battipaglia-Romagnano
Leucosia, Mireille, Partenope e Ligea: le quattro grandi talpe scavano sotto le montagne e insieme concorrono a disegnare il tracciato della futura linea ferroviaria.
Sul cantiere del Lotto 1A Battipaglia-Romagnano l’ultima conquista raggiunta porta il nome di Leucosia. Oltre 100 tecnici specializzati, impegnati su turni continui di 24 ore su 24, sette giorni su sette, hanno guidato la corsa della sua testa fresante (oltre 13 metri di diametro, la TBM) lungo gli 800 metri della galleria Serra Lunga, lavorando in terreni eterogenei, raggiungendo punte di avanzamento di circa 15 metri al giorno e arrivando a posare oltre 2.900 conci prefabbricati.
Adesso per Leucosia inizia un’altra operazione complessa: la TBM sarà traslata su un viadotto per raggiungere il fronte della galleria Acerra, lunga 224 metri, e successivamente quello della Petrolla, che si sviluppa per 1,2 chilometri.
Poco più lontano ha invece ripreso il suo viaggio Mireille, la TBM aveva già scavato la galleria Caterina, prima delle otto gallerie naturali da realizzare con scavo meccanizzato a essere completata sul lotto. Prima di arrivare in Campania la stessa talpa meccanica aveva lavorato in Francia sulla Linea 16 del Grand Paris Express ed era stata poi rigenerata da Webuild nello stabilimento di Terni, dove le grandi macchine da scavo vengono recuperate e adattate per essere impiegate su nuovi progetti, anche in ottica di economia circolare.
Oggi Mireille è entrata nella montagna per realizzare gli oltre 2,5 chilometri della galleria Sicignano, mentre la “collega” Partenope è impegnata nella galleria Saginara, lunga 3 chilometri, e la quarta TBM (Ligea) sta realizzando la Piano Grasso, lunga 2,2 chilometri, prima di passare agli 1,5 chilometri della galleria Contursi.
Quattro grandi macchine, diversi fronti di scavo aperti e una sequenza di gallerie e viadotti che restituisce la dimensione ingegneristica della ferrovia.
Alta velocità in Calabria: la cerniera ferroviaria del Sud Italia
Una volta inaugurata la linea ferroviaria, i treni ad alta velocità correranno sulla tratta del Lotto 1A tra Battipaglia e Romagnano a 300 km/h, un tracciato altamente complesso che si svilupperà per 35 chilometri, con circa 18 chilometri in sotterraneo e un totale di 20 gallerie e 19 viadotti.
La realizzazione di quest’infrastruttura, che è stata affidata a un consorzio guidato dal Gruppo Webuild e partecipato da FS Rail Construction , Ghella e Tunnel Pro, è entrata nella sua fase realizzativa più articolata con un sistema di cantieri che oggi impiega oltre 2.000 persone, tra diretti e terzi, con una filiera di più di 1.300 imprese coinvolte tra fornitori diretti e indiretti, di cui circa l’80% del territorio.
Ma i 35 chilometri della Battipaglia-Romagnano raccontano solo una parte del progetto. La nuova linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria è destinata infatti a prolungare verso il Meridione la rete ferroviaria italiana ad alta velocità e alta capacità, lungo una direttrice che assume un ruolo strategico proprio perché mette in connessione infrastrutture e territori che per decenni hanno sofferto un deficit di collegamenti ferroviari moderni.
È in questa prospettiva che l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria diventa una cerniera del Mezzogiorno. A Nord dialoga con la rete AV nazionale e con la Napoli-Bari, che attraversa l’Appennino collegando il versante tirrenico con quello adriatico. Verso Sud, la direttrice guarda alla Calabria e idealmente prosegue verso la Sicilia, dove sono in costruzione le nuove linee dell’asse Palermo-Catania-Messina.
È una geografia ferroviaria che non si misura più soltanto sulla distanza tra singole città, ma sulla capacità di mettere in relazione reti diverse.
Con l’attivazione della tratta Napoli-Cancello, la Napoli-Bari ha già compiuto il primo passo operativo verso il collegamento diretto tra Campania e Puglia e l’integrazione della Linea con la rete nazionale dell’Alta Velocità attraverso la stazione di Afragola. In Sicilia, la Palermo-Catania-Messina punta a ridurre i tempi di percorrenza interni all’isola e a inserirla nel sistema ferroviario continentale. La Salerno-Reggio Calabria occupa il tratto centrale di questa nuova mappa, l’asse che porta la rete veloce lungo la dorsale tirrenica del Sud.
Per Webuild questa trasformazione coincide con un impegno diffuso nei cantieri dell’Italia Meridionale. Il Gruppo è oggi al lavoro su 21 progetti nel Sud Italia, per un valore complessivo aggiudicato superiore a 16 miliardi di euro, che coinvolgono 10.300 persone, tra diretti e terzi, e una filiera di 8.000 imprese attivate dall’avvio dei lavori.