Mondiali 2030: in Marocco l’alta velocità ferroviaria corre verso Marrakech

In vista dei prossimi mondiali di calcio, il Marocco punta sulle infrastrutture, con l’estensione dell’alta velocità ferroviaria fino a Marrakech: una scelta in linea con quello che sta accadendo anche in Europa, con lo sviluppo delle reti TEN-T.

Il Marocco ospiterà, insieme a Spagna e Portogallo, i Mondiali 2030 di calcio. Per Rabat non si tratta soltanto di un evento sportivo globale, ma di una scadenza strategica che ha impresso un’accelerazione a una serie di investimenti infrastrutturali destinati a lasciare un’eredità ben oltre il torneo. Tra questi, il progetto forse più emblematico è proprio il prolungamento dell’alta velocità ferroviaria fino a Marrakech.

L’obiettivo è chiaro: completare l’asse atlantico dell’alta velocità, estendendo verso sud la linea che oggi collega Tangeri a Casablanca e creando un corridoio continuo che unisca le principali città del Paese. Non una semplice estensione tecnica, ma un salto di scala nella pianificazione territoriale del Regno.

Il Marocco è infatti stato il primo Paese africano a dotarsi di una linea ad alta velocità, inaugurando nel 2018 il servizio Al Boraq tra Tangeri e Casablanca. Il tracciato complessivo si sviluppa per circa 350 chilometri, di cui oltre 180 realizzati in standard AV con velocità fino a 320 chilometri orari tra Tangeri e Kenitra.

L’impatto sull’organizzazione dello spazio economico è stato immediato: i tempi di percorrenza si sono quasi dimezzati, Tangeri si è ulteriormente consolidata come piattaforma industriale e logistica grazie al porto di Tanger Med, mentre Rabat e Casablanca sono diventate ancora più integrate in un unico sistema metropolitano allargato.

Mondiali 2030: i treni ad alta velocità nella città imperiale

La nuova fase di sviluppo delle infrastrutture prevede l’estensione dell’alta velocità ferroviaria verso Marrakech, per oltre 200 chilometri lungo la dorsale atlantica meridionale. Il programma prevede investimenti per diversi miliardi di euro, perché non si tratta soltanto di costruire un tracciato ferroviario più veloce, ma di ridisegnare l’ossatura del Paese lungo un asse che concentra la capitale politica, quella economica e quella turistica.

In vista del Mondiale 2030, Marrakech rappresenta un nodo chiave per il Paese. È una delle destinazioni turistiche più importanti dell’Africa, dispone di un aeroporto internazionale ad alta capacità e sarà al centro dei flussi legati all’evento.

Collegarla in modo rapido e stabile a Rabat e Casablanca significa garantire un sistema di trasporto in grado di sostenere milioni di spostamenti aggiuntivi, riducendo la pressione sulle autostrade e limitando la dipendenza dai voli interni.

Ma l’eredità più significativa sarà strutturale: una volta terminato il torneo, la linea continuerà a servire cittadini, imprese e turisti, consolidando l’integrazione economica del Paese.

Alta velocità ferroviaria: una strategia di sviluppo che viene da lontano

La strategia di investimenti sulla mobilità ferroviaria in Marocco non nasce con i prossimi mondiali di calcio. L’operatore nazionale ONCF ha avviato da anni un piano di modernizzazione che punta a rafforzare il ruolo della ferrovia come infrastruttura portante dello sviluppo nazionale.

I treni ad alta velocità ne rappresentano la componente più visibile e simbolica, ma si inserisce in un sistema più ampio di potenziamento delle linee convenzionali, rinnovo delle stazioni e integrazione con i poli logistici e portuali. Il disegno è coerente con la trasformazione industriale del Marocco, che negli ultimi quindici anni ha investito in manifattura, automotive, aerospazio ed energie rinnovabili.

In questo contesto, l’alta velocità non è soltanto un’infrastruttura di trasporto, ma uno strumento di politica territoriale. Ridurre le distanze tra Tangeri, Rabat, Casablanca e Marrakech significa ampliare il mercato del lavoro, favorire la mobilità studentesca, attrarre investimenti produttivi lungo l’asse servito dalla linea.

C’è poi una dimensione ambientale che rafforza la scelta ferroviaria. Il Marocco è uno dei Paesi africani più impegnati nella transizione energetica, con grandi investimenti nel solare e nell’eolico. In questo scenario, una rete ferroviaria elettrificata ad alta capacità consente di ridurre l’impronta carbonica dei trasporti su media distanza, trasferendo quote di traffico dalla gomma e dall’aereo verso modalità più sostenibili. La coerenza tra politica energetica e infrastrutture di trasporto è uno degli elementi che rendono il progetto strategico ben oltre l’orizzonte del 2030.

L’esperienza europea: le infrastrutture per l’alta velocità come strumenti di sviluppo

Il settore dell’alta velocità ferroviaria è oggi uno dei mercati più dinamici a livello globale. La capacità di progettare e realizzare linee AV richiede competenze integrate che spaziano dal tracciato civile ai sistemi tecnologici, dalla costruzione di viadotti e gallerie alla gestione di cantieri complessi.

L’esperienza europea dimostra che i treni ad alta velocità producono effetti moltiplicatori nel medio-lungo periodo, modificando la distribuzione delle attività economiche e accrescendo la competitività delle aree connesse.

In questo ambito il Gruppo Webuild è tra i principali operatori internazionali, con un’esperienza maturata in Italia e all’estero su centinaia di chilometri di linee ad alta velocità e alta capacità. La rete italiana ad alta velocità, che ha trasformato l’asse Torino-Milano-Roma-Napoli e che oggi si estende verso nuove direttrici come la Napoli-Bari, rappresenta uno dei casi più significativi di come un’infrastruttura ferroviaria possa incidere sulla struttura economica di un Paese.

Si tratta di progetti ferroviari complessi che includono grandi infrastrutture in sotterraneo, viadotti di lunga luce, stazioni integrate nei contesti urbani più delicati.

Nuove reti infrastrutturali: dalla TEN-T al Nord Africa

Proprio la rete dei trasporti TEN-T, il fitto intreccio di linee ad alta velocità che collega i Paesi dell’Unione europea, guardano al Mediterraneo e al Nord Africa.

I progetti italiani di prolungamento delle linee che il Gruppo Webuild sta realizzando, dall’alta velocità Salerno-Reggio Calabria alle linee veloci in Sicilia, puntano anche alla costruzione di una rete infrastrutturale di collegamenti intermodali, dal ferro su terraferma all’utilizzo delle navi per l’attraversamento del Mediterraneo, collegando idealmente anche i paesi più sviluppati del Nord Africa, tra cui proprio il Marocco.

La linea ad alta velocità verso Marrakech, che sarà pronta in tempo per accogliere tifosi e delegazioni nei Mondiali 2030, guarda però a un orizzonte di lungo periodo, capace di sostenere e accompagnare le trasformazioni economiche e sociali di un territorio.

Collegare Tangeri a Marrakech con un corridoio continuo ad alta velocità significa rafforzare l’unità economica del Paese, consolidare la competitività dei suoi poli urbani e proiettare il Marocco in una dimensione infrastrutturale coerente con le sue ambizioni regionali. In questa prospettiva, il Mondiale 2030 non è un punto di arrivo, ma una tappa intermedia di un percorso di modernizzazione che passa, ancora una volta, dalla ferrovia.