Strade. Ferrovie. Tunnel. Ponti. Sono alcune delle infrastrutture pubbliche più visibili e diffuse al mondo. Eppure, nonostante la loro presenza capillare, serviranno molte più opere nei prossimi decenni.
Quanto di più? Moltissimo di più: trilioni di dollari di nuovi investimenti, secondo PwC, la società globale di consulenza professionale. «Le infrastrutture globali stanno entrando in un ciclo di investimenti senza precedenti», afferma il gruppo nel suo ultimo Outlook.
Maxi investimenti nelle infrastrutture per affrontare cambiamento climatico e urbanizzazione
L’ultima analisi realizzata e pubblicata da PwC prevede investimenti complessivi pari a 151,1 trilioni di dollari entro il 2050, risorse essenziali perché sostengono l’impegno di città e Paesi nel prepararsi alle sfide legate alla crescita urbana, ai cambiamenti climatici e alle altre grandi trasformazioni globali.
«Gli Stati devono assicurarsi di essere pronti per il futuro», sottolinea il report. Ed è proprio il settore dei trasporti a essere considerato cruciale per affrontare queste sfide: secondo PwC assorbirà circa un terzo dell’intero ammontare previsto, più di qualsiasi altro comparto analizzato, inclusi agricoltura e difesa.
«L’aumento delle persone in movimento richiederà investimenti sostanziali nelle infrastrutture di trasporto, compreso il rinnovo degli asset esistenti, oltre alla manutenzione e alla costruzione di nuove opere», spiega PwC.
Dei 50 trilioni di dollari previsti per il settore dei trasporti nei prossimi 25 anni, la quota principale sarà destinata alle infrastrutture terrestri. Strade e ponti rappresenteranno il 60,5% del totale, pari a 30,6 trilioni di dollari, mentre le ferrovie potrebbero ricevere investimenti per 14,1 trilioni.
«Il trasporto ferroviario – osserva il Report – sarà sostenuto dall’urbanizzazione e dalla sua capacità di mettere in movimento milioni di persone in modo efficiente e con basse emissioni di carbonio».
Strade, ponti e tunnel: dalle ferrovie in Italia a Florida e Lesotho
Gli esempi di investimenti nelle infrastrutture di trasporto sono già numerosi.
Negli Stati Uniti, ad aprile il Dipartimento dei Trasporti della Florida ha assegnato a Lane Construction, società del Gruppo Webuild, un contratto da 582 milioni di dollari per la ricostruzione e l’ampliamento di un tratto di cinque chilometri dell’autostrada Interstate 4.
Più recentemente è stato inaugurato il Senqu Bridge, sugli altopiani del Lesotho, un ponte che attraversa una valle destinata a diventare parte del bacino di una futura diga.
In Italia, invece, decine di TBM – le grandi frese meccaniche utilizzate per scavare gallerie – stanno realizzando chilometri di tunnel per espandere la rete ferroviaria ad alta velocità e alta capacità verso il Sud del Paese, dalla Puglia fino alla Calabria. Molte di queste TBM sono impegnate proprio nei cantieri guidati da Webuild.
Sensori e robot per le infrastrutture: il caso di Ponte San Giorgio
Per quanto possano apparire infrastrutture “tradizionali”, strade, ferrovie e ponti stanno incorporando sempre più componenti digitali, e secondo PwC questa convergenza è destinata ad accelerare.
«La convergenza tra infrastrutture digitali e fisiche creerà i sistemi di mobilità resilienti e sostenibili del futuro», spiega il report. «Questi sistemi integreranno reti multimodali che combinano strade, ferrovie, porti, aeroporti e reti digitali».
Il Ponte Genova San Giorgio, realizzato proprio da Webuild, rappresenta già oggi un esempio concreto di questa evoluzione. Costruito dopo il crollo del Ponte Morandi in soli dodici mesi, il viadotto è dotato di una rete di sensori che monitora costantemente lo stato della struttura, mentre robot automatizzati ispezionano e puliscono regolarmente l’impalcato.
Energie rinnovabili: più energia affidabile, sicura e accessibile
Di fronte alla crescita della domanda globale di elettricità, il settore dell’energia sarà quello che riceverà il secondo più alto livello di investimenti dopo i trasporti.
Secondo PwC, il comparto dell’energia comprende «gli asset e le infrastrutture utilizzati per la generazione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’elettricità, incluse le fonti rinnovabili, gli impianti a combustibili fossili e nucleari, le reti di trasmissione e distribuzione e i sistemi di accumulo tramite batterie».
La spesa annuale nel settore crescerà più rapidamente rispetto a quella per i trasporti: dai 631 miliardi di dollari del 2024 si passerà a 1,1 trilioni di dollari nel 2050, per un totale cumulato di 25 trilioni.
«La crescita riflette la sfida globale fondamentale di ridurre l’impronta mondiale del carbone e garantire forniture energetiche affidabili, sicure e accessibili», afferma PwC.
Uno dei comparti più strategici sarà quello delle energie rinnovabili, con investimenti destinati a crescere del 52%, passando da 329 miliardi a 499 miliardi di dollari entro il 2050.
La capacità di produrre energia in modo sostenibile e continuo può trasformare profondamente un Paese. A settembre, l’Etiopia ha celebrato l’inaugurazione della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il più grande progetto idroelettrico in Africa, con una capacità produttiva di oltre 5.000 MW.
La diga non solo consentirà al Paese di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, ma trasformerà l’Etiopia in un hub energetico regionale, capace di esportare elettricità verso Paesi vicini come Sudan e Kenya.
Rinnovo, espansione, resilienza: l’Asia-Pacifico guida la crescita
Per PwC, la regione destinata a rimanere il motore principale della crescita degli investimenti infrastrutturali sarà l’Asia-Pacifico, responsabile di oltre il 52% degli investimenti complessivi previsti entro il 2050.
«Le economie avanzate della regione, tra cui Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud, si stanno concentrando sempre di più sul rinnovo delle infrastrutture esistenti, sull’espansione delle reti digitali e della difesa e sulla resilienza delle infrastrutture strategiche», spiega il report.
«La Cina continuerà parallelamente a modernizzare le proprie infrastrutture e reti di telecomunicazione, puntando anche sullo sviluppo di sistemi energetici non fossili e di nuove infrastrutture per la trasmissione e lo stoccaggio dell’energia», aggiunge PwC.
Nel frattempo, economie emergenti come India, Indonesia, Filippine e Vietnam registreranno alcuni dei tassi di crescita più elevati negli investimenti infrastrutturali, sostenuti da popolazioni giovani e da una rapida urbanizzazione.
