Metro C, Murales: lo sguardo dei bambini su piazza Venezia

Piazza Venezia si trasforma di nuovo in un palcoscenico pubblico per l’arte contemporanea. Il 12 maggio è stata svelata la quarta opera di Murales, il progetto promosso dal Consorzio Metro C, guidato da Webuild e Vianini Lavori, che espone le opere di artisti di fama internazionale sui silos del cantiere.

 “Futuro a vista” è la nuova opera firmata da Pierpaolo Ferrari, artista e fotografo tra i più riconosciuti della scena contemporanea internazionale, fondatore insieme a Maurizio Cattelan del magazine Toiletpaper.

Il cantiere della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma di nuovo in uno spazio pubblico culturale a cielo aperto. “Futuro a vista”, l’opera firmata da Pierpaolo Ferrari, artista e fotografo di fama internazionale e fondatore insieme a Maurizio Cattelan del magazine Toiletpaper, è la quarta installazione del progetto Murales, l’iniziativa lanciata dal Consorzio Metro C, guidato da Webuild e Vianini Lavori, che trasforma i silos del cantiere in un enorme spazio espositivo.

Roma continua così a raccontare il suo futuro partendo dal passato. E lo fa nel luogo più simbolico della trasformazione urbana in corso nella Capitale: Piazza Venezia, dove il grande cantiere della Metro C diventa una volta ancora galleria d’arte a cielo aperto.

“Futuro a vista”, la nuova opera del progetto Murales, occupa una superficie di circa 600 metri quadrati e trasforma il cantiere in una grande soglia simbolica affacciata sul futuro della città. Al centro della composizione compaiono due bambini che osservano Roma attraverso uno squarcio aperto nel telo del cantiere. I loro occhi spalancati sembrano guardare qualcosa che ancora non esiste, ma che sta prendendo forma proprio sotto la piazza.

Pierpaolo Ferrari in Piazza Venezia: lo sguardo dell’infanzia come metafora del cambiamento

Protagonista dell’immagine costruita da Pierpaolo Ferrari è quindi l’infanzia e il suo sguardo privilegiato sul cambiamento. I due bambini diventano osservatori della trasformazione urbana, testimoni inconsapevoli di una città che evolve.

Attraverso i loro occhi, il cantiere perde la sua funzione di barriera e si trasforma in apertura, spazio di relazione, finestra sul possibile. Non più luogo chiuso e separato dalla vita quotidiana, ma elemento integrato nel tessuto urbano e culturale della città.

La scena dialoga direttamente con Piazza Venezia, con il movimento continuo di cittadini, turisti, autobus, taxi e motorini che attraversano ogni giorno uno dei punti nevralgici della Capitale. La città stessa diventa spettacolo permanente, osservata attraverso uno sguardo semplice e insieme potentissimo: quello dei bambini.

Murales: il cantiere della Metro C trasformato in piattaforma culturale

“Futuro a vista” rappresenta il quarto capitolo del progetto Murales, l’iniziativa che dal 2024 al 2026 sta trasformando il cantiere della stazione Venezia della Metro C in una grande piattaforma culturale di arte urbana.

L’obiettivo del progetto è reinterpretare il cantiere come spazio espositivo contemporaneo, affidando i silos e le grandi superfici del cantiere ad artisti italiani di profilo internazionale capaci di dialogare con i temi della città, della trasformazione e dello spazio pubblico.

Prima di Pierpaolo Ferrari, il progetto ha ospitato Pietro Ruffo con Costellazioni di Roma, Marinella Senatore con Ci eleviamo sollevando gli altri ed Elisabetta Benassi con Tools, opera che aveva trasformato gli strumenti di lavoro degli operai in simboli sospesi tra dimensione sacra e quotidianità.

A guidare il progetto è un Comitato Scientifico composto da alcune delle più importanti istituzioni culturali italiane: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAXXI, la Galleria Borghese e Palazzo delle Esposizioni. Una scelta che rafforza l’ambizione di Murales: trasformare Piazza Venezia in uno dei più innovativi laboratori europei di dialogo tra infrastrutture, arte contemporanea e rigenerazione urbana.

Linea C della metropolitana di Roma: un’infrastruttura che cambia il trasporto pubblico nella Capitale

Alle spalle dell’opera prosegue intanto il grande cantiere della Linea C, una delle infrastrutture più complesse e strategiche oggi in costruzione in Europa.

La Linea C rappresenta la terza linea metropolitana di Roma ed è anche la prima linea metro driverless della Capitale. Attualmente collega il quadrante sud-est della città fino alla stazione Colosseo/Fori Imperiali, con 24 stazioni già completate e circa 21 chilometri di tracciato in esercizio. La linea consente già l’interscambio con la Linea A presso San Giovanni e con la Linea B presso Colosseo/Fori Imperiali.

Il progetto complessivo della Linea C prevede invece un tracciato di circa 29 chilometri e 31 stazioni metro, da Montecompatri/Pantano fino a Clodio/Mazzini, con la possibilità di un ulteriore prolungamento verso Farnesina.

La futura tratta che attraverserà il centro storico di Roma porterà la linea metropolitana da Venezia fino a Mazzini, passando sotto il Tevere e includendo le nuove stazioni metro Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Mazzini. Un’estensione destinata a ridefinire profondamente il trasporto pubblico romano, creando nuove connessioni tra il centro storico e i quadranti periferici della città.

La stazione Venezia rappresenta quindi uno dei nodi più complessi e simbolici dell’intera linea metropolitana. Pensata come una vera e propria “archeostazione”, sarà realizzata in un contesto unico al mondo, tra reperti archeologici, stratificazioni storiche e tecnologie ingegneristiche avanzate. Il progetto punta infatti a integrare mobilità sostenibile e valorizzazione del patrimonio archeologico, trasformando la stazione in uno spazio museale aperto alla città.

Arte contemporanea e infrastrutture: una nuova idea di città

In questo scenario, Murales assume un significato che va oltre la semplice installazione artistica. Il progetto racconta una diversa idea di infrastruttura: non solo opera tecnica destinata a migliorare la mobilità urbana, ma anche spazio capace di produrre relazioni culturali, immaginario e partecipazione.

È una visione che trasforma il cantiere in uno spazio narrativo condiviso. L’arte pubblica diventa così uno strumento per accompagnare il cambiamento urbano, aiutando cittadini e visitatori a leggere la trasformazione della città mentre questa accade.

Con “Futuro a vista”, Roma aggiunge un nuovo tassello a questo racconto collettivo. E lo fa scegliendo un’immagine semplice e universale: due bambini affacciati sul domani, mentre osservano una città che sta cambiando sotto i loro occhi.