Il conto alla rovescia è già partito, così come i progetti di riqualificazione urbana che ridisegneranno aree storiche di Napoli come Bagnoli. Tra la primavera e l’estate del 2027, nel capoluogo campano, i bolidi dei mari si giocheranno la America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo.
Napoli è stata infatti designata come sede della 38esima edizione, e proprio Bagnoli sarà il nodo centrale del progetto, dove saranno allestite le basi operative dei migliori team velici al mondo.
La scelta di Napoli, frutto del lavoro collettivo della presidenza del Consiglio, del ministero per lo Sport e per i Giovani e del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, premia il cammino di crescita e sviluppo della città. Una metropoli che continua a tutelare la sua bellezza unica sostenendo però un cambiamento profondo, che nasce prima di tutto nelle sue infrastrutture di trasporto.
L’ultimo progetto annunciato, che sarà decisivo anche per rispondere alla domanda di mobilità sollevata dall’America’s Cup, è la costruzione della Linea 10 della metropolitana (il cui primo lotto è stato affidato a Webuild nell’ambito di un consorzio guidato dal Gruppo), che collegherà la stazione dell’alta velocità ferroviaria di Napoli-Afragola con la città.
L’infrastruttura nasce proprio come risposta concreta alla domanda di mobilità sostenibile nell’area nord-orientale della città, una delle più densamente popolate del Mezzogiorno.
Il tracciato complessivo sarà lungo circa 14 chilometri, quasi interamente in sotterraneo, con gallerie scavate anche con TBM e profondità fino a 45 metri. Dodici stazioni in totale, sette delle quali previste già nella prima fase. Ma la vera rivoluzione non è solo ingegneristica: sarà la prima metropolitana di Napoli con treni completamente automatici, senza conducente. Un salto tecnologico che allinea la città ai grandi sistemi urbani europei.
La Linea 10 non è solo un’infrastruttura di trasporto, ma un dispositivo urbano che connette quartieri, comuni, economie. Un asse che lega Afragola, Casoria, Casavatore e Napoli in un unico sistema metropolitano integrato.
Stazione Afragola, hub dell’alta velocità ferroviaria nel Sud Italia
Per capire il valore strategico della Linea 10 bisogna partire da Afragola. Qui sorge la stazione dell’alta velocità Napoli-Afragola, progettata dall’archistar Zaha Hadid: un’infrastruttura di trasporto iconica, pensata come grande cerniera tra il sistema ferroviario nazionale e quello regionale.
Oggi quell’hub è già uno snodo fondamentale lungo la direttrice Nord-Sud, ma con il completamento della linea ad alta velocità Napoli-Bari (di cui Webuild sta realizzando quattro lotti) la sua centralità sarà ancora più evidente. La stazione di Afragola diventerà, così, il punto di incontro tra la dorsale tirrenica e quella adriatica, tra Roma e la Puglia, tra Milano e Bari.
La Linea 10 trasforma questa stazione da infrastruttura isolata a nodo pienamente integrato nel tessuto urbano. Non più solo terminal ferroviario, ma porta metropolitana. Non più punto di passaggio, ma generatore di sviluppo.
Metropolitana Napoli: la città sotto la città
Napoli è una città che cresce sotto terra. Negli ultimi vent’anni la rete metropolitana ha cambiato il modo di attraversarla, riducendo traffico e emissioni, riavvicinando periferie e centro storico. La Linea 10 si innesta su questo sistema, dialogando con la Linea 1, la Linea 2, la Linea 11 e la Circumvesuviana.
Il nuovo tracciato intercetterà aree urbane ad alta densità abitativa e quartieri in trasformazione. Tra questi Piazza Carlo III, dove è in corso la riqualificazione dell’Albergo dei Poveri, destinato a diventare uno dei più grandi hub culturali d’Europa grazie ai fondi PNRR.
Trasporti e rigenerazione urbana qui procedono insieme. La stazione non è solo un punto di salita e discesa, ma un catalizzatore di funzioni, dove la metropolitana di Napoli diventa infrastruttura sociale, capace di redistribuire opportunità, tempo, qualità della vita.
Linea 1 Napoli: l’ingegneria incontra la cultura nelle Stazioni dell’Arte
Napoli è l’unica città al mondo in cui una metropolitana è diventata anche un museo diffuso.
Le Stazioni dell’Arte, nate lungo la Linea 1, hanno trasformato spazi tecnici in luoghi identitari. Tra queste, Toledo è diventata un’icona internazionale, inserita più volte tra le stazioni più belle d’Europa.
Webuild ha partecipato alla realizzazione di molte di queste stazioni, contribuendo a un modello che ha fatto scuola: la mobilità come esperienza estetica e culturale. Qui l’infrastruttura non si limita a collegare punti geografici, ma crea senso di appartenenza. Scendere nella metropolitana di Napoli significa attraversare installazioni, giochi di luce, architetture che dialogano con la città.
Metro Napoli e treni ad alta velocità: un sistema integrato per i trasporti
Oltre a rispondere ai bisogni di mobilità, il progetto della Linea 10 offrirà anche un’importante occasione di lavoro. Il cantiere genererà fino a 700 posti di lavoro nella prima fase, che potranno arrivare a 1.500 con il completamento dell’opera, un impatto diretto sul territorio, che si somma all’indotto e alla filiera industriale coinvolta.
Le gallerie, con diametro interno di 8,6 metri, saranno scavate in parte con metodo tradizionale e in parte con TBM, in un contesto urbano complesso che richiede precisione, innovazione e competenze avanzate.
La vera forza di questo progetto rimane comunque nella sua capacità di dar vita a uno snodo intermodale. La Linea 10 non è infatti un’infrastruttura isolata, così come la stazione dell’alta velocità di Napoli-Afragola non è un corpo estraneo. Insieme alla Napoli-Bari, in costruzione, compongono un sistema multilivello: urbano, regionale, nazionale.
I trasporti sostenibili di Napoli non nascono quindi da un’unica linea, ma dalla connessione tra metropolitana, alta velocità, rete regionale e riqualificazione urbana. Una rete diffusa di infrastrutture dedicate alle persone e al loro bisogno di muoversi in una città che oggi guarda all’America’s Cup come a una grande occasione per mostrare tutto il proprio potenziale.