Da Ponte Vecchio al Ponte di Brooklyn: i migliori ponti diventati mete turistiche

Ci sono ponti costruiti per collegare luoghi e altri che, con il tempo, sono diventati essi stessi luoghi da visitare.

Dal Golden Gate Bridge a San Francisco al Ponte Vecchio a Firenze, dal Ponte di Rialto a Venezia al Ponte Carlo a Praga, dal Bosforo al Ponte di Brooklyn, fino alle passerelle di vetro sospese sui canyon cinesi, alcune delle infrastrutture più iconiche del pianeta attirano ogni anno milioni di visitatori. Opere capaci di trasformare l’ingegneria in esperienza e di entrare nell’immaginario collettivo fino a diventare parte integrante del viaggio.

Arrivano le vacanze estive e per molti inizia il viaggio. C’è chi parte per il mare, chi per la montagna, chi per la campagna, chi da tempo pianifica di visitare una o più città d’arte. Altri scelgono mete lontane.

Ma esiste anche un turismo meno conosciuto, che negli ultimi anni continua a diffondersi. Quello attratto dalle grandi infrastrutture, affascinato dall’ingegno di chi le ha disegnate e costruite.

Sempre più viaggiatori costruiscono il proprio itinerario attorno a un ponte. Non perché sia necessario attraversarlo, ma perché rappresenta un luogo da vivere, fotografare, ricordare. L’esempio più famoso è il Golden Gate Bridge di San Francisco, giunto all’alba dei suoi 90 anni e ancora oggi meta turistica irrinunciabile per chi si dirige in California.

Inaugurato nel 1937, lungo 2.737 metri e riconoscibile in tutto il mondo per il suo colore International Orange, il Golden Gate Bridge continua a essere una delle infrastrutture più visitate della California con circa 39 milioni di veicoli che ogni anno lo attraversano. Il suo successo non si misura soltanto nel traffico: migliaia di persone, infatti, lo percorrono quotidianamente a piedi o in bicicletta per ammirare la baia, Alcatraz, e lo skyline della città. Perché per molti visitare San Francisco significa, prima di tutto, camminare sull’impalcato del Golden Gate.

Da Ponte Vecchio a Firenze al Ponte di Rialto a Venezia: respirare la storia sui ponti italiani

Se San Francisco ha il Golden Gate Bridge, Firenze risponde con il Ponte Vecchio, uno dei ponti più celebri d’Italia. Costruito sopra il fiume Arno nel 1345, è l’unico ponte fiorentino sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La sua infrastruttura, che ha resistito anche alla furia dell’alluvione del 1966, è unica nel suo genere. Ponte Vecchio è infatti una via pedonale che ospita 48 botteghe di oreficeria e fine artigianato, sopra le quali poggia il Corridoio Vasariano, realizzato nel 1565 per permettere ai Medici di spostarsi tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti senza mescolarsi alla folla.

Lo stesso ruolo è svolto dal Ponte di Rialto a Venezia, una delle mete turistiche più gettonate al mondo. Costruito alla fine del Cinquecento, continua a essere uno dei luoghi più fotografati della città ed è considerato il simbolo di un patrimonio infrastrutturale unico. Venezia conta infatti oltre 430 ponti, che consentono di attraversare circa 170 canali e si trasformano così non più e non solo in eccellenza architettonica, ma in elementi vitali per la città lagunare.

Dal Ponte Carlo a Praga ai ponti sul Bosforo a Istanbul

Da quella italiana alla cosiddetta Venezia dell’Est, il turismo delle infrastrutture si sposta a Praga e, in particolare, si dirige al Ponte Carlo.

Costruito nel XIV secolo per volontà di Carlo IV, collega ancora oggi le due rive della Moldava ed è uno dei monumenti più visitati della capitale ceca. Le trenta statue barocche, gli artisti di strada e la vista sul Castello di Praga trasformano ogni giorno il Ponte Carlo in una passeggiata all’aperto più che in un semplice attraversamento.

Altri ponti sono in grado di raccontare il dialogo stretto tra culture assai diverse le une dalle altre. A Istanbul, in Turchia, ne esistono ben tre che permettono di vivere un’esperienza unica, ovvero spostarsi dall’Europa all’Asia in pochi minuti.

Dei tre ponti che uniscono le due sponde continentali della metropoli sullo Stretto del Bosforo, due portano la firma di Webuild: il Fatih Sultan Mehmet Bridge, inaugurato nel 1988, e il più recente Yavuz Sultan Selim Bridge, aperto nel 2016. Quest’ultimo è tra i ponti più avanzati al mondo e rappresenta uno dei simboli dell’ingegneria contemporanea, progettato per ospitare contemporaneamente un’autostrada a otto corsie e una linea ferroviaria a doppio binario.

Tra Grand Canyon e Cascate del Niagara: ponti al servizio dei turisti

Il Grand Canyon Skywalk, in Arizona, dimostra invece che un ponte può nascere esclusivamente per regalare un’emozione.

Inaugurata nel 2007, questa passerella a ferro di cavallo, con pavimento in vetro, si protende per oltre venti metri oltre il bordo del Grand Canyon, sospesa a circa 1.200 metri sopra il fiume Colorado. Più che un’infrastruttura di collegamento, il Grand Canyon Skywalk è un punto di osservazione privilegiato su uno dei paesaggi naturali più spettacolari del pianeta, capace di richiamare ogni anno centinaia di migliaia di visitatori.

Non lontano da un’altra delle grandi meraviglie naturali del Nord America si trova il Rainbow Bridge, che collega Canada e Stati Uniti a pochi passi dalle Cascate del Niagara.

È uno dei pochi ponti internazionali che i turisti scelgono di attraversare lentamente, a piedi, fermandosi più volte lungo il percorso. Da qui si gode infatti una delle viste migliori sulle Horseshoe Falls, sulle American Falls e sulle Bridal Veil Falls. Più che un passaggio di frontiera, è una terrazza panoramica sospesa tra due Paesi.

Da New York all’Australia: quando i ponti diventano icone urbane

Ci sono poi ponti che, pur continuando a svolgere la loro funzione originaria, sono diventati vere e proprie icone urbane.

È il caso del Ponte di Brooklyn, inaugurato nel 1883, il primo grande ponte sospeso in acciaio della storia. Ogni giorno è attraversato da oltre 100.000 veicoli e da migliaia di pedoni e ciclisti, che percorrono la passerella sopraelevata per ammirare lo skyline di Manhattan e l’East River. Il Brooklyn Bridge rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili di New York e uno dei luoghi più fotografati della città.

Dall’altra parte del mondo, il Sydney Harbour Bridge è diventato il biglietto da visita dell’Australia. Inaugurato nel 1932, con il suo grande arco d’acciaio lungo 1.149 metri collega il centro di Sydney con la North Shore, affacciandosi direttamente sull’Opera House.

Ma la sua particolarità è un’altra: dal 1998 è possibile scalarne l’arco grazie al BridgeClimb, un’esperienza che ha già attirato oltre quattro milioni di visitatori. Raggiungere la sommità del ponte, a 134 metri sopra la baia, significa osservare Sydney da una prospettiva unica.

Vertigini cinesi: osservare il panorama da ponti sospesi in vetro

Negli ultimi anni, infine, la Cina ha trasformato il ponte in un’occasione di svago per gli appassionati di emozioni forti. In tutto il Paese sono sorti decine di ponti panoramici in vetro, costruiti non tanto per superare un ostacolo naturale quanto per mettere alla prova il coraggio dei visitatori.

Il più celebre è il Glass Bridge di Zhangjiajie, nella provincia di Hunan: lungo 430 metri e sospeso a circa 300 metri sopra un canyon, permette di camminare su un pavimento completamente trasparente. Da allora la Cina ha realizzato numerosi ponti sospesi, trasformando l’ingegneria in un’attrazione turistica capace di attirare milioni di persone.

Non esiste una regola che trasformi un ponte in una meta turistica. A volte è la sua storia, altre la sfida ingegneristica, il paesaggio che attraversa o semplicemente la vista che riesce a regalare. In tutti i casi, però, il ponte smette di essere un semplice collegamento e diventa parte integrante, se non primaria, del viaggio.