Dall’Antica Roma all’alta velocità: le nuove arterie dei trasporti in Europa

Dall’Impero Romano alla rete infrastrutturale TEN-T: 300.000 chilometri di strade ieri, oltre 202.000 chilometri di alta velocità ferroviaria oggi.

Quasi trecentomila chilometri di strade che garantivano i collegamenti su un territorio di 4 milioni di chilometri quadrati. Non parliamo delle highways statunitensi o dei tracciati ferroviari cinesi, ma della rete stradale dell’Impero romano.

La più recente e approfondita delle mappe stradali di Roma Antica, compilata dal progetto Itiner-e al quale hanno preso parte professori ed esperti di storia antica da tutto il mondo, racconta non solo la capillarità dell’Impero, ma anche la centralità delle infrastrutture.

Duemila anni fa, le strade dell’Antica Roma erano infatti la manifestazione fisica di un’idea rivoluzionaria: un territorio esiste davvero solo quando può essere attraversato. Le vie consolari non servivano soltanto a spostare eserciti, ma a costruire un sistema. Collegavano città, porti, confini e centri produttivi, trasformando un insieme di province in un organismo unico, interconnesso e funzionante.

Oggi, nel cuore dell’Europa, quella stessa intuizione prende forma nei corridoi della rete TEN-T, la grande rete infrastrutturale con cui l’Unione Europea sta ridisegnando la mobilità continentale attraverso nuove linee ferroviarie ad alta velocità e sistemi intermodali integrati.

Dalla Britannia alla Spagna, dall’Italia alla Grecia fino al Nord Europa e ai Balcani, la capillare rete stradale degli antichi romani, costruita principalmente intorno al IV secolo a.C., fu determinante per organizzare il movimento di persone, merci e informazioni, contribuendo alla stabilità e alla crescita economica dell’intero sistema imperiale.

Le strade romane non erano solo infrastrutture fisiche, ma strumenti di integrazione economica e politica. Riducevano le distanze, aumentavano la velocità degli scambi e consentivano a territori lontani di funzionare come un’unica entità.

Dalle vie consolari dell’Antica Roma all’alta velocità ferroviaria

Oggi l’Europa affronta una sfida simile, ma su scala moderna. Con oltre 450 milioni di cittadini e uno dei più grandi mercati integrati del pianeta, il continente vive una mobilità continua e crescente. Ogni giorno milioni di persone si spostano tra città e regioni, mentre enormi flussi di merci attraversano confini nazionali per alimentare catene produttive e commerciali sempre più interconnesse.

In questo contesto, la velocità e l’efficienza dei collegamenti rappresentano un fattore decisivo per la competitività economica e la coesione territoriale. È per rispondere a questa esigenza che l’Unione Europea ha progettato la rete infrastrutturale TEN-T, una struttura integrata di corridoi di trasporto che unisce le principali città e piattaforme logistiche del continente attraverso treni ad alta velocità e alta capacità, porti, aeroporti e hub intermodali.

La rete ferroviaria europea costituisce una delle più grandi infrastrutture integrate del mondo, con circa 202.000 chilometri di linee ferroviarie complessive, di cui oltre 12.000 chilometri già dedicati all’alta velocità e una quota in continua espansione negli ultimi anni. Entro il 2040, la normativa europea prevede che le linee principali supportino velocità superiori a 160 km/h, creando una vera rete continentale ad alta velocità.

Il volume di traffico ferroviario in Europa è già oggi imponente. Ogni anno si registrano circa 8 miliardi di viaggi passeggeri su ferro, mentre solo nel 2023 i cittadini europei hanno percorso oltre 407 miliardi di chilometri su tratte nazionali e altri 22,4 miliardi su tratte internazionali, confermando il ruolo centrale del trasporto ferroviario nella mobilità continentale.

La Commissione Europea considera la rete TEN-T un elemento essenziale per la competitività economica e la coesione territoriale, perché consente di ridurre i tempi di percorrenza, facilitare gli scambi commerciali e migliorare l’accesso al lavoro e ai servizi.

Il completamento della rete ferroviaria ad alta velocità europea entro il 2050 prevede lo sviluppo di decine di migliaia di chilometri di nuove linee e un investimento complessivo stimato fino a 546 miliardi di euro, con l’obiettivo di collegare tutte le principali capitali europee e triplicare il traffico ad alta velocità rispetto ai livelli attuali.

I benefici economici di questa trasformazione sono rilevanti e misurabili. Secondo le analisi della Commissione Europea e degli studi sul piano ferroviario europeo, la creazione di una rete ad alta velocità integrata genererà benefici netti fino a 750 miliardi di euro entro il 2070, grazie alla riduzione dei costi di trasporto, all’aumento della produttività e alla maggiore integrazione dei mercati.

La rete TEN-T non rappresenta quindi soltanto una rete dei trasporti, ma un moltiplicatore economico capace di rafforzare la competitività industriale europea, ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere la transizione verso un sistema di mobilità più efficiente e sostenibile.

La scelta strategica di investire sulle infrastrutture europee

Questa nuova geografia dei trasporti rappresenta una trasformazione profonda, paragonabile per impatto a quella realizzata dalla civiltà romana oltre duemila anni fa. L’alta velocità ferroviaria consente di ridurre drasticamente le distanze percepite, avvicinando città e territori e favorendo nuovi flussi economici e sociali.

In questo contesto, Webuild è uno dei protagonisti della realizzazione dei nuovi corridoi infrastrutturali italiani ed europei. Il Gruppo è impegnato nella costruzione di numerosi lotti per le linee ferroviarie strategiche che rafforzano il collegamento tra l’Italia e il resto del continente, contribuendo a rendere più efficiente e sostenibile il sistema dei trasporti.

Nel Nord Italia, i nuovi assi per il trasporto ferroviario come l’alta velocità Verona-Padova, il Terzo Valico dei Giovi (che collegherà Genova con Milano) e la Galleria di Base del Brennero (che unirà Fortezza con Innsbruck) rappresentano collegamenti strategici con l’Europa.

Lo stesso accade al Sud. Infrastrutture come l’alta velocità Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria e le linee veloci a doppio binario in costruzione in Sicilia per collegare Catania, Messina e Palermo agganciano il Mezzogiorno italiano al resto del Paese e del continente, consentendo allo stesso tempo di connettere i principali centri produttivi italiani con i corridoi europei.

Come avevano capito gli Antichi Romani, tanto al Sud quando al Nord lo sviluppo di grandi arterie di mobilità rappresenta un’opportunità storica per ridurre il divario economico e culturale, e favorire una crescita più equilibrata, integrando territori che altrimenti rimarrebbero ai margini dei grandi flussi europei.